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luglio 16, 2026

Gary Cooper vs Donald Trump: 1-0

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LA BARCHETTA DI PAPIRO

S'inaugura con questo primo numero una nuova rubrica. Poche righe quando se ne sente l'ispirazione che nasce ascoltando sfondoni e beltà, smargiassate e umiliazioni, stupidaggini e verità.


Gary Cooper (come Marylin Monroe e tanti altri) erano  sotto la grande mano della soft power architettata dai potenti di allora (in questa foto è il 1952, in un fotogramma del film Mezzogiorno di fuoco) per alementare l'ammirazione nei loro confronti, dopo una guerra mondiale. La soft power certo era subdola, ci fece cadere in trappola come fa il Diavolo quando ti accarezza; e questione razziale, Indocina, Corea, Vietnam, Guerra del Golfo e molte altre atrocità sono lì a raccontarcelo.

Al contrario Trumpe (come dalle mie parti lo pronunciano) ha svelato da subito che la vera faccia degli USA è da sempre la stessa. Ma vuoi mettere essere conquistati dal Gary o dalla Marylina in confronto alle sparate planetarie del "polendina"?

Alla prossima.

Sturfan

giugno 23, 2024

maggio 29, 2024

È uscito "La bisca" il mio secondo libro.

È uscito il mio nuovo libro La bisca.

Questa volta Pietro Fancelli, investigatore privato specializzato in adulteri, si ritrova su una vecchia nave riadattata a casa da gioco clandestina per seguire un sottosegretario del Ministero dell’Interno che il fratello magistrato vuole incastrare a causa di un presunto traffico d’importanti opere d’arte.

Considerata la pericolosità dell’incarico (la bisca appartiene alla 'ndrangheta) il procuratore ha affiancato al fratello un proprio fedele collaboratore: Pasquale D’Annunzio, carabiniere scelto.

Un guasto alla nave procurerà un’avaria così importante da renderla un relitto in balia del mare e del vento.
Da qui si susseguiranno avvenimenti, circostanze e situazioni che trasformeranno i giocatori in naufraghi a loro volta, cambiando per sempre le vite di alcuni di loro.
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LA BISCA di Stefano Cavallini - Habanera Books - 145 pagine - https://amzn.eu/d/hxwRuNH

gennaio 20, 2024

"Il denaro vince sempre" il mio debutto letterario.

Il denaro vince sempre

Ebbene, sono entrato anch'io nel variegato mondo della letteratura, lo stesso mondo di Dante, Ariosto, Calvino, Eco, ma anche quello del generale Vannacci!

Oggi pubblicare un libro è diventato semplice ed economico; e se da una parte è un vantaggio, permettendo di scavalcare il recinto che isola le case editrici, un'elite ormai secolare, dall'altra c'è il rischio della mediocrità sempre in agguato con un'alta percentuale di pubblicazioni di basso livello, non per i temi trattati, ma perché a molti degli scrittori cosiddetti indipendenti, mancano i fondamentali, rendendo spesso, una buona idea, illeggibile.

Da qui l'elite, giocando su diversi fattori, in primis la pigrizia dei lettori, ha relegato l'autopubblicazione a letteratura di terz'ordine, verità parziale e troppo amplificata; all'estero infatti tenuta in altra considerazione.

Per quanto mi riguarda ho ripiegato sul genere giallo o poliziesco, mistery per gli anglosassoni, per diversi fattori. Prima di tutto perché mi considero più un Simenon, un Chandler, un Camilleri, che un Kundera, un Pavese o un Dostoevskij; in secondo luogo ho deciso di scrivere per la gente, per il volgo, avremmo scritto un secolo fa, quella che una volta si chiamava "romanzo d'appendice", in Francia lo chiamavano "feuilleton", perché compariva a puntate nelle parti finali di un giornale o di una rivista.

Il canovaccio de Il denaro vince sempre ha almeno una quarantina d'anni. Lo avevo concepito in un momento della mia vita in cui il denaro, o meglio, la sua mancanza, stava condizionando troppo la vita della mia famiglia.

Anche i luoghi in cui si svolge la vicenda sono legati alla mia vita: Londra, dove nell'estate del 1974 trascorsi oltre un mese in un bed and breakfast di East Putney, il quartiere vicino a Wimbledon a una sterlina e mezza colazione compresa, quando i B&B in Italia non sapevamo cosa fossero; Palermo, dove sono stato più di recente e Roma, dove ogni tanto andiamo, con mia moglie, a lavorare in un piccolo teatro alla Garbatella.

L'inganno per il denaro era il tema di fondo, su cui dovevo sviluppare la vicenda. Allora concepii uno scrittore che per scommessa si mette a indagare su un cliente di sua moglie avvocatessa. Nella versione andata in stampa alla fine del 2023 ho invece creato un investigatore privato "leggero", specializzato in adulteri, ridimensionando il ruolo di superuomo che si ritrova in gran parte della letteratura poliziesca.

Pietro Fancelli ha un fratellastro, di padre diverso, procuratore della repubblica e assillato dai problemi di personale piuttosto che dai rapporti tra ministeri. Proprio per evitare tali rapporti spesso incarica il fratello di risolvere certe grane; ama la musica jazz, beve tè nero, possiede un gatto di nome Robespierre e lo studio è la sua abitazione. Non possiede un auto e usa taxi e mezzi pubblici per muoversi.

Spero vi appassioni e lo finiate tutto d'un fiato. Ho tenuto per questo i costi bassi: 8 euro e cinquanta il cartaceo e poco più di 2 euro e cinquanta il formato elettronico. Se poi siete abbonati al Kindle Unlimited, per voi l'eBook sarà gratuito su qualsiasi dispositivo.

Ah, dopo aver letto Il denaro vince sempre non dimenticatevi di inserire la vostra recensione.

A presto e buona lettura. E se vi piace, passate parola.

Stefano Cavallini

marzo 21, 2018

21 marzo, Giornata Mondiale della Marionetta

Don Chisciotte e la Luna
Oggi, 21 marzo, è la Giornata Mondiale della Marionetta. In tutto il mondo si festeggia con spettacoli, mostre e convegni: una festa per un settore artistico sottovalutato, considerata arte minore, ma che riserva al pubblico odierno, abituato a vedere le cose del mondo attraverso lo schermo dello smartphone, una sorpresa dietro l'altra, genuina, senza filtri, per un essere inanimato mosso da un manipolatore, un artista, in grado di far provare a un oggetto emozioni simili alle nostre. In Italia, il Centro Unima Italia, ha colto l'occasione per una riunione annuale dei soci; quest'anno si è svolta a Bari, e la Casa di Pulcinella ha fatto d'anfitrione. Anche in Francia, patria del Festival Internazionale delle Marionette di Charleville-Mezieres, e in tantissimi altri paesi la Giornata Mondiale della Marionetta è stata festeggiata e oggi ci interessava anche a noi pubblicare questa piccola notizia, rispetto ai grandi temi d'attualità che attanagliano il mondo, per mantenere vivo un pensiero, una pratica artistica e artigianale, un'arte minore certo ma in grado di "svegliare" dall'ipnosi tecnologica che ci attanaglia oggi e far appunto "pensare" a quello che in realtà siamo, possiamo fare con le nostre mani e da dove veniamo. In questo momento storico il teatro, disciplina a cui appartengono a pieno titolo le marionette e tutte le altre figure a loro collegate (burattini, pupi, ombre, pupazzi ecc.), il Teatro di Figura, come viene denominato, è in una fase discendente. Dall'antica Grecia il teatro è sopravvissuto, arrivato fino a noi, e pur con tutte le vicissitudini a cui è stato sottoposto, mantiene intatto il suo valore antropologico e probabilmente non morirà mai, nonostante la massa di tecnologie che ci sta investendo e che investirà il nostro futuro di umani. L'ultima tecnologia in ordine di tempo, che sta entrando a far parte della nostra vita è l'intelligenza artificiale; ci stanno lavorando in molte grandi società, e presto ce la ritroveremo addosso; ma sono convinto che nessun umanoide in grado di sostituirci in ogni momento della giornata, non sarà capace di sostituirci su un palcoscenico come attori o con una marionetta in mano, dove le emozioni saranno la nostra guida, dove le luci e il buio, la musica o i rumori, i movimenti faranno il resto fino a quando le luci della platea si accenderanno e tutto si dissolverà; allora rientreremo nel nostro quotidiano, con l'automobile elettrica che ci guiderà verso casa, mentre pensiamo ancora a quell'essere inanimato che si muoveva da sembrare vivo.

Stefano Cavallini, regista, drammaturgo, marionettista

Habanera Teatro

ottobre 11, 2016

Jacob Collier, un pivello figlio di papà che si crede Benedetti Michelangeli

Arturo Benedetti Michelangeli
Ci voleva un concerto come quello del giovanissimo Jacob Collier l'altra sera al Teatro Verdi di Pisa, per l'Internet Festival, a farmi riprendere a scrivere sul Diario di un Miscredente, un concerto al quale non ho assistito perché dopo quaranta minuti di attesa, senza nessuna spiegazione da parte dell'organizzazione, ho alzato il culo e me ne sono andato, indignato per un comportamento da star capricciosa.
Proprio così, quaranta minuti (e chissà quando è cominciato il concerto) senza che nessuno si sia affacciato al palcoscenico a dire qualcosa, una grave mancanza di rispetto per il pubblico, che se fosse accaduto negli anni '70 (senza andare a scomodare le rivalità sette-ottocentesche tra francesi e italiani sulla musica) il pubblico, tutto, avrebbe se non seguito il mio esempio, certamente protestato ben più energicamente di quei timidi applausi di incoraggiamento che ho sentito. Altro che strategia da artista, come qualcuno ha suggerito.
Una giovanissima star già ampiamente annunciata su Internet che ha dimostrato le sue capacità su Youtube, lanciata nel firmamento della musica da quei furbacchioni della case discografiche, sempre in cerca di pivelli più o meno bravi (meglio meno) da assoggettarli alle loro regole, promettendogli soldi e fama; un sistema lucrativo e altamente efficiente nato alla fine degli anni '60 del secolo scorso, quando quei signori si sono accorti che Janis Joplin, Jimi Hendrix e compagni riuscivano, con il solo passa parola, a radunare migliaia di persone e ad esibirsi di fronte a loro.
E se agli albori erano la Columbia, la Atlantic e altre (oggi assorbita come tutte le altre da una delle tre major Sony, Universal e Warner) che iniziarono a incidere musica e concerti di artisti senza influenzarli, da allora le regole sono state dettate dal loro business mondiale il cui unico credo è: "il minor sforzo per il massimo rendimento"; quindi pivelli incapaci, circondati da arrangiatori e musicisti prezzolati (nel caso di Jacob Collier addirittura Quincy Jones) che facciano loro da mentore (da intendere: piegare ai gusti di quel mercato creato e drogato da loro stessi) e che spargano la voce che è bravo, anzi, un genio!
Il risultato è che la musica fatta dagli artisti, non esiste più. O meglio: la musica e gli artisti esistono ancora, ma la maggioranza sono nascosti e morti di fame. Lavorano per un tozzo di pane, ormai disillusi che l'avvento di iTunes (oltre 10 anni fa) fosse finalmente il viatico, grazie alla Rete, per far conoscere la propria musica a un pubblico mondiale.
Pure il potente e visionario Steve Jobs, dopo aver stimolato musicisti ed etichette indipendenti, si è dovuto piegare, da quell'uomo d'affari che in fondo era, per difendere il proprio business, ai diktat delle case discografiche, riuscendo ad ottenere (solo dopo il 2009) la possibilità di DRM (diritti digitali) un po' meno restrittivi.
E il pubblico/consumatore, privato della minima facoltà critica (privazione che in Italia ha radici lontane) ha accolto con superficialità ed entusiasmo "fenomeni" come Giovanni Allevi e ora Jacob Collier.
Per quelli come Collier che non è Arturo Benedetti Michelangeli, basta Youtube, non è necessario un teatro pubblico con in relativi costi di apertura e gestione. E non ha avuto neanche la scusa del grillo sulla pianta degli addobbi, che avrebbe disturbato le limpide note del suo pianoforte.
A presto.

John El Guado

marzo 31, 2004

Il monte di Dio

Piero e Alberto Angela trattano temi difficilissimi, molto, ma molto piu' della musica; nella musica non c'e niente d'incomprensibile.
La scienza oggi e' davvero un prodotto difficile da divulgare; eppure i due hanno audience altissimi. Segno che riescono a comunicare a basso livello concetti e teoremi altrimenti incomprensibili per un utente medio. Allo stesso tempo e' molto facile anche che, ad esempio, un esperto scientifico s'incuriosisca vedendo una trasmissione degli Angela.
Enzo Carro, nostro caro amico e associato, nonche' valente artista partenopeo, ha compiuto un'impresa da titani: e' riuscito a scrivere un libro sulla storia della musica napoletana in grado d'incuriosire (e soprattutto di non far addormentare) chi di musica non sa un fico secco (ma almeno la ascolta) e chi di musica vive e riesce magari a tirarci fuori la pagnotta quotidiana.

marzo 20, 2004

El Gato

Bernardo Bertolucci e Gato Barbieri
In questo flusso vagante, una specie di magma ribollente, che e' la posta elettronica, in cui la maggior parte e' scarto, càpita di ricevere qualcosa di interessante (e forse e' proprio in questo che risiede il fascino di Internet, potersi aspettare sempre qualcosa di nuovo).
Questa volta e' capitato un breve articolo di Jorge Lardone, un collega argentino, su uno dei musicisti piu' interessanti del panorama musicale del '900, tra jazz e musica etnica: Gato Barbieri (a destra nella foto con Bernardo Bertolucci).
Il musicista (sara' in tour in Italia dal prossimo 26 marzo) ha vissuto fino in fondo, in quanto argentino, i disastri sociali e politici della sua patria, finendo, proprio per le sue scelte, per pagarne anche le conseguenze.
Per questo aggiornamento vi propongo dunque questa piccola testimonianza, direttamente da me tradotta dallo spagnolo (che Jorge mi perdoni gli errori), che ci offre oltre al musicista, anche un lampo di luce su una realta' sociale, quella argentina, troppo distante da noi e troppo spesso relegata in disparte dalle nostre cronache, rivolte solo e soltanto, semplicemente, da un'altra parte.

marzo 10, 2004

Solo un festival?

Bruno Tommaso
Bruno Tommaso
Barga Jazz
ha da poco pubblicato il regolamento per partecipare al suo Concorso di Arrangiamento e Composizione per Orchestra Jazz 2004.
Chi non conoscesse Barga Jazz deve immaginare la sua nascita in un ormai lontano 1986, grazie a personaggi come Bruno Tommaso, Giancarlo Rizzardi (e altri amici), che della musica jazz in Italia, sono stati, in maniera diversa, due formidabili promotori.
Il suo nucleo, quel Concorso di Arrangiamento e Composizione, (credo mutuato da un festival simile in Francia) e' rimasto praticamente lo stesso e da allora Barga Jazz ha premiato un numero considerevole di musicisti (alcuni di loro divenuti oggi importanti, uno su tutti Stefano Bollani).
Gia', il Concorso.
Il nocciolo della questione sta proprio qui: Barga Jazz non puo' essere considerato un festival come tutti gli altri.
Organizzare un festival normale (non solo di jazz) e' cosa abbastanza semplice. Gli ingredienti sono pochi e importanti: i musicisti (o i gruppi), un palcoscenico, un service audio/luci, un bel po' di pubblicita' e, naturalmente, il denaro; il resto sono solo dettagli. Il pubblico sceglie i concerti a cui assistere, ascolta e torna a casa.
Il risultato sia economico che di visibilita' per gli organizzatori e' direttamente proporzionale alla fama degli artisti ospiti e, naturalmente, al denaro a disposizione.
Barga Jazz e' un'altra cosa.

gennaio 31, 2004

22 milioni e cinquecentomila

Qual'è l'ottava nazione più industrializzata del Mondo?
Qual'è quel paese europeo in testa alle vendite di telefonini?
E qual'è quello stato in cui l'attuale Primo Ministro quando ha parlato di scuola ha coniato lo slogan delle tre "i", inglese, internet, impresa?
E infine, qual'è quel paese europeo con oltre 22 milioni di analfabeti o semianalfabeti?
La risposta a tutte queste domande è sempre la stessa, purtroppo: l'Italia!

Ebbene sì avete letto chiaro. Anche se vi stropicciate gli occhi o tentate di pulire il monitor con un panno, la frase rimane quella: oltre 22 milioni di analfabeti o semianalfabeti.
La notizia, divulgata dalla Unla - Unione Nazionale per la Lotta Contro l'Analfabetismo, è stata raccolta solo da qualche giornale alcuni giorni fa e sfido tutti voi a segnalarmi il passaggio televisivo in una qualsiasi trasmissione d'informazione, di una notizia così grave.
Scommettiamo una cena a casa mia che

dicembre 10, 2003

Una Milly del Terzo Millennio


Gran cosa il teatro, uno dei pochi mezzi in grado di farci ricordare, immaginare, ridere, di farci ripensare la nostra vita e la nostra esistenza, di farci piangere.
E se non e' la vita, il teatro, che cos'e'?
Il debutto di ...e prima San Frediano gl'era un fiore, il nuovo recital di Lisetta Luchini (foto), tutto dedicato alla Firenze popolare e popolana, quando le persone si conoscevano tutte, quando c'era abbastanza silenzio da poter sentir cantare l'ortolano al mercato, e' stato un successo doppio.
Doppio prima di tutto per l'affluenza di pubblico, con due esauriti al Teatro Le Laudi di Firenze; e doppio per la conferma (o scoperta per molti) di un'artista che dagli stornelli ha saputo arrivare a Dante per la strada piu' ovvia, anche se impervia, semplicemente passando per due giganti come Odoardo Spadaro e Alfredo Bianchini, e nello stesso tempo operando una ricerca accurata e ispirata nel panorama degli autori piu' o meno noti della Firenze a cavallo tra ottocento e novecento.

novembre 30, 2003

Immaginatevi...


Immaginatevi un paese del Terzo Mondo; uno dei piu' grandi e piu' ricchi del Sud America e, naturalmente, uno dei piu' sfruttati e maltrattati da noi europei (rinomati portatori di democrazia per mezzo della guerra) già con la Tratta degli Schiavi, iniziata quando gli europei, per sfruttare a fondo le risorse del Nuovo Mondo, si accorsero che i neri africani erano piu' volenterosi e remissivi degli indios; cio' accadde piu' o meno agli inizi del 1500, causando forse il piu' grande genocidio della storia occidentale, con oltre 50 milioni di morti in due secoli e mezzo, piu' o meno.
Un paese alle prese con la soluzione di problemi terribili, comuni piu' o meno a tutti quei paesi, come sfamare milioni di famiglie, rendergli la vita meno dura con una sanità decente, diminuire la loro povertà cronica e quella del paese intero, combattere la criminalità, la corruzione e altre cosette del genere.

novembre 10, 2003

La fine del Mondo non è lontana...


Nella intelligente nonche' divertente trasmissione televisiva di Fabio Fazio in onda su Rai 3 Che tempo che fa e' stata inserita una rubrica in cui le risposte non sempre sono scontate: Segni della fine del mondo.
Titolo ironicamente indirizzato verso la ricerca di quei segni che in qualche modo confermino l'imminente collasso di una società umana come quella in cui viviamo (divenuta per certi versi giustamente "globale") che non e' in equilibrio ne' morale, ne' capitalistico, ne' politico, ne' ... (aggiungetene uno voi a piacere, tanto qualsiasi parola inseriate e' adatta) e, come qualsiasi altro sistema non in equilibrio, destinato prima o poi a crollare.
A dire il vero sfogliando Internet sembra proprio che la fine del Mondo sia davvero imminente, ma rimanendo ai temi televisisvi, un altro segno dell'imminenza, non incluso in quell'elenco,  potrebbe essere quel morboso quanto stupido interesse per la trasmissione, dal titolo L'isola dei famosi, che in questi giorni riscuote su Rai 2 un successo inaspettato di milioni di telespettatori.

ottobre 31, 2003

Un pezzo di libertà


Con Internet e' quasi impossibile che un evento passi inosservato e non si trasformi in notizia, ma quando ho cominciato a scrivere queste righe, la notizia dalla quale ho preso spunto, era stata trasmessa solo da Primo piano della rete 3 della Rai, abbondantemente oltre le 23.00 del 29/10; e dei maggiori siti d'informazione in Rete nessuno ne faceva parola, neanche quei mega siti di notizie aggiornati in tempo reale.
Il nuovo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame (foto) L'anomalo bicefalo, che dovrebbe debuttare in prova generale il 12 di Novembre a Varallo Sesia e in prima nazionale a Bologna il 18, per poi iniziare una tournée fino a Marzo 2004, e' stato censurato dalla dirigenza del Piccolo Teatro di Milano.
O almeno e' stata avanzata l'ipotesi di una lettura preventiva del testo prima del debutto, da parte dei dirigenti (politici naturalmente) dello storico teatro milanese.

settembre 20, 2003

Vox populi, vox dei.


Dall'immane flusso di notizie dalla Rete, qualche volta, tra promozioni camuffate, pubblicità e Spam, si riesce a ricavare qualche spunto d'interesse.
La notizia in questione e' un po' vecchiotta (per i ritmi odierni) essendo dell'1 di agosto, e piu' che una notizia e' una riflessione fatta da Massimo Moruzzi riguardo al nuovo modo di vendere musica creato dalla Apple, la nota società che dopo aver dato la spinta decisiva nel 1982 all'uso del personal computer e aver creato tante altre tecnologie oggi usate un po' da tutti noi, da qualche mese, si e' messa a vendere musica on-line, permettendo di scaricarla a pagamento
, per ora, sui suoi computer. A breve cio' sarà permesso anche agli utenti con sistema operativo Windows.

agosto 31, 2003

Caro Lee...

Avrete certo notato che raramente riportiamo notizie e commenti di jazz, pur essendo una delle musiche popolari per eccellenza, ma questa nostra resistenza e' dovuta al fatto che oggi la musica afroamericana e' diventata, salvo alcuni rari casi, un esercizio di stile; e noi preferiamo raccontarvi di un violino sgangherato, suonato da un nomade tzigano sul ritmo degli zoccoli del suo asinello, che un concerto  (eppure affascinante per altri versi) di Keith Jarrett al pianoforte.
La musica popolare, non e' per niente un esercizio di stile, e ha bisogno delle viscere e del sangue, per essere espressa, per generare in chi ascolta le emozioni per la quale e' stata creata.Oggi la musica si divide in due grandi classi: quella studiata a tavolino per un target, dunque commerciabile come un dentifricio e pubblicizzabile come tale, e quella che e' diventata un esercizio di stile, appunto come la maggior parte della musica impropriamente definita  classica e parecchio jazz.

Pero', sulla soglia delle 10.000 pagine scaricate al mese (che supereremo a breve, ne siamo certi) e non avendo editori che ci impongono una linea editoriale, possiamo concederci qualche eccezione; e dunque, questa volta, abbiamo sentito il bisogno di dedicare una lettera a Lee Konitz (foto) incontrato a Barga Jazz 2003.

Buona lettura.

luglio 10, 2003

La ricchezza degli altri...


Scorrendo i festival estivi, che nel mese di luglio, piu' che in agosto e giugno, raggiungono affollamenti parossistici (specialmente in Toscana si svolgono quest'anno quasi tutti dal 12 alla fine del mese), ho notato una piacevolissima anomalia.
In mezzo a serie di concerti dedicati alla musica etnica (ribattezzata così perche' probabilmente fa piu' esotico) piu' o meno scontata, che fa capo a un mercato al quale si affacciano minacciose le major discografiche (che finiranno per rovinare anche questo settore, ma non la sua vitalità), un nome piuttosto noto al pubblico italiano e' quello di Antonella Ruggiero
Che ci fa dunque la ex voce (e inconfondibile firma) dei Matia Bazar in un festival dedicato alla musica e alla cultura portoghese come Sete Sois, Sete Luas?
Visto il programma: canta Amalia Rodrigues; nientemeno!!!

maggio 31, 2003

A prescindere...


Nonostante la imperante cultura basata su una informazione parziale e distorta, esistono realtà (create e portate avanti da persone reali, anche se dietro un monitor, lungo una linea telfonica o direttamente tra la gente) che ci fanno tornare ad aver fiducia nel genere umano (forse).
Le materie che trattiamo in questo piccolo angolo di idee, fatto di scrittura, immagini e musica (per quanto ci possa permettere il mezzo internet attuale), ovvero cio' che ci sta piu' a cuore, sono raramente (ma e' dire poco) trattate e frequentate dall'informazione o dall'intrattenimento di Stato o privato.
Eppure non c'e' niente di piu' immediato e genuino, coinvolgente e divertente della musica che sgorga dal cuore di uno zampognaro delle montagne della Sila o delle parole in ottava rima di un maggiante della Maremma, come l'aria che si respira in una festa paesana tradizionale; per tacere di tutto il mondo artistico etnico-tradizionale-folk al di fuori dei nostri confini nazionali che e' davvero immenso e variegato, un mosaico accecante di colori e incastri, affascinante e misterioso, praticamente sconosciuto.

maggio 20, 2003

Terra da musica


Con mia sbalordita sorpresa, una delle scorse tarde serate, intorno alla mezzanotte, e' andata in onda una trasmissione televisiva dedicata alla musica popolare.
Sì; avete capito bene: musica popolare alla televisione.
Il rapporto tra televisione e musica in questi ultimi anni e' diventato sempre piu' conflittuale; la dimostrazione del suo potere da Grande Fratello è inversamente proporzionale alla quantità, alla varietà e alla qualità della musica che le televisioni di tutto il mondo trasmettono. E il suo attuale rapporto e' la semplice pubblicità, camuffata da servizio giornalistico, per il lancio di un nuovo disco da parte di una multinazionale del disco. Punto.
Ed e' comprensibile dunque che mi sia stupito.
Il programma in se' stesso non e' granche'. Almeno per questa prima puntata (in tutto saranno due...sic!) ho notato, a fronte di giustissime citazioni, diverse e profonde lacune.
Un esempio su tutti.

maggio 10, 2003

Un cantastorie moderno


Riportiamo volentieri lo stralcio di un articolo apparso sul supplemento a Il Cantastorie n.62, emblematico del periodo storico che stiamo vivendo, fotocopia naturalmente di altri, non certo tra i piu' edificanti e apoteosi dell'umano ridicolo. Buona lettura.

Il pericolo numero uno: chi e'? Il cantastorie...

(...) nelle 66 pagine del dossier-denuncia, presentato al Tribunale di Milano dagli avvocati del Presidente del Consiglio, si fa riferimento, tra varie argomentazione, a un fatto di cronaca che riguarda il cantastorie Franco Trincale.
Motivo di tanta premura nei confronti di un cantastorie e' quello di avvalorare la tesi della città inquinata dall'odio quindi (...) ottenere il traferimento ad altra sede del cosiddetto Processo SME.
Nell'istanza firmata dall'onorevole Silvio Berlusconi, si legge che "tale Trincale si porta presso la piazza del Duomo ogni fine settimana per vendere materiale diffamatorio, altresì arringando i numerosi presenti con ulteriori diffamatorie prospettazioni".